La popolazione in Giappone

Incrocio di Shibuya
Il Giappone ha una popolazione di oltre 125 milioni di abitanti (più del doppio di quella italiana) con una densità media di 334 per km². Il 77% dei giapponesi vive in città, infatti le densità più elevate si raggiungono nella parte meridionale e in quella occidentale dell'isola di Honshu, mentre il carico demografico diminuisce procedendo verso Nord. Le città con più di 300.000 abitanti sono circa 30, mentre quelle con oltre un milione di abitanti sono 10: Tokyo, Osaka, Yokohama, Nagoya, Kyoto, Kobe, Sapporo, Kitakyushu, Kawasaki e Fukuoka.

Nell'area compresa fra Tokyo e Nagoya e nella regione di Osaka, si registra il più alto grado di sviluppo urbano ed economico.
Le 4 grandi aree metropolitane - Tokyo, Yokohama, Kawasaki (oltre 30 milioni di abitanti) - Nagoya (6 milioni e mezzo) - Osaka, Kobe, Kyoto (17 milioni e mezzo) - Kitakyushu (5 milioni) - costituiscono una vera e propria "megalopoli", simile a quella che si estende sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti (New York).
La megalopoli è una costellazione di centri urbani caratterizzati da stretti rapporti funzionali e in fase di avvicinamento reciproco, disposti a catena lungo un grande asse di circolazione (la distanza fra Tokyo e Osaka è di 515 km). Lo sviluppo della megalopoli è dovuto essenzialmente alla volontà delle grandi società industriali giapponesi che, necessitando di nuovi spazi per l'ampliamento delle proprie iniziative, si sono indirizzate verso le zone esterne delle aree metropolitane sovrappopolate, per evitare al massimo le diseconomie dovute alla congestione delle grandi concentrazioni urbane.

Nell'isola di Honshu (429 abitanti per km²) si ha la massima densità di popolazione nella prefettura di Tokyo (grande come la provincia di Padova), con 5473 abitanti per km². Densamente abitate sono anche le isole di Shikoku (223), Kyushu (315) e Okinawa (540), mentre l'isola di Hokkaido registra solo 72 abitanti per km² (su un totale di 5 milioni e mezzo di abitanti).

Le città giapponesi più antiche, come le ex-capitali Nara e Kyoto, avevano una pianta molto regolare, quadrata e a scacchiera, secondo un modello importato dalla Cina.
In queste città, il castello fortificato dell'Imperatore si trovava nella parte centrale e settentrionale della città, dividendola simmetricamente in due parti uguali. Successivamente, quando i nuclei urbani originali si sono ingranditi, si sono sviluppati in modo disordinato e completamente asimmetrico.
Oggi, una città moderna come Tokyo, appare dall'alto come un insieme di vaste e monotone distese di casette grigie, di grandi fabbriche, di edifici con appartamenti moderni, di grattacieli (soprattutto nel centro degli affari di Shinjuku), di torri d'acciaio più alte della Tour Eiffel, di pagode, di antichi templi, e presenta anche uno sfarzoso castello imperiale immerso in un gigantesco parco.

Le costruzioni moderne, in cemento e a più piani, hanno guadagnato terreno rispetto alle case tradizionali nel dopoguerra, quando si è dovuto ricostruire intere città rase al suolo.
Nell'isola di Hokkaido, la cui colonizzazione è recente, ci sono abitazioni più adatte ad affrontare i rigori del clima. Rimane comunque largamente diffusa in tutto il Giappone, la casa tradizionale, costruita con materiali vegetali (legno, paglia e carta).
Le zone centrali delle grandi città hanno un aspetto che ricorda quello delle metropoli americane: grandi magazzini, vetrine lussuose e soprattutto, una pubblicità ossessiva che tende al colossale nei cartelloni multicolori e nelle insegne luminose.



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