20 giorni in Giappone

18gg Ritorno a Tokyo e prima volta a Ueno

Non ho dormito male su questo futon e sul cuscino pieno di strani pallini che prende la forma della testa.
Quando ha suonato la sveglia stavo già godendomi i primi raggi del sole che filtravano dalle tendine di paglia nella nostra camera ed ascoltando il gorgheggiare dell’acqua nel piccolo giardino sotto la nostra finestra.

Dopo aver indossato gli yukata abbiamo aspettato che ci chiamassero per fare colazione.
Colazione nella casa storica a Shirakawago
Come si poteva immaginate eravamo gli unici tra gli ospiti presenti ad indossarlo per la colazione e di sicuro avranno riso i noi.
lo yukata infatti è un abito estivo tipico che va indossato dopo aver fatto il bagno la sera e che spesso indossano i giovani lottatori di Sumo quando fa freddo per dare prova di coraggio.
In città la sera, lo indossano i giovani per andare a vedere i fuochi o per andare ad un festival.

In passato lo infossavano anche i guerrieri ma ormai è un abito tipico da turisti che alloggiano in un ryokan.

Le mie gambe non sono ancora abituate a queste posizioni yoga, così fatico tanto ad assumere una posizione comoda quando sono a tavola e devo spesso cambiarla per non cominciare ad urlare dal dolore.

La colazione è abbondante e molto varia ed è già pronta in mille piattini sui tavoli bassi.

Sia gli ospiti di fianco che noi, chiediamo alla signora di scattarci una foto ricordo e lei dimostra una grande dimestichezza con una reflex, tanto da lasciarci stupiti.

Il bambino di casa comincia a chiederci una serie di cose in giapponese ma per quanto possano essere cose facili, per noi si tratta di un idioma incomprensibile, così sfoderiamo una fantastica scena muta ed un espressione talmente perplessa da riuscire a scoraggiarlo.

Prima di lasciare la cittadina decidiamo di fare un un ultima passeggia mattutina, lasciamo i trolley alla signora del ryokan ed andiamo a fare un giro.
negozi di Shirakawago
Case tipiche a Shirakawago
I turisti non sono ancora arrivati ad invadere il paesino e si respira una certa pace, molti negozi sono ancora chiusi mentre tanti altri cominciano a prepararsi per l’intensa giornata di lavoro e per l’invasione barbarica.
Selfie a Shirakawago
Le stradine sono silenziose ed è piacevole passeggiare senza lungo la salita fino al punto di osservazione lungo la collina da dove si gode di una vista mozzafiato sul vecchio villaggio ochi-machi.
Le case con i tetti di paglia spioventi sono magnifiche da qui sopra ed adornano la valle senza sembrare mai estranee al paesaggio naturale.

Il nostro autobus partirà presto quindi dobbiamo muoverci, recuperare le valige e salutare la signora, attraversare il ponte sospeso sul fiume ed attendere il nostro autobus che con 2400 yen ci riporterà fino a Takayama.
Ponte sospeso di Shirakawa-go
Quando l’autobus accende i motori lanciamo un ultima occhiata piena di tristezza a shirakawa-go, nessun posto come questo mi è entrato nel cuore e pian piano lo vedo sparire dai finestrini per lasciare il posto alle ruvide e fantastiche vallate del Gifu dove una gru bianca ci saluta spiccando il volo da un alto capitello di cemento.

Mi addormento quasi subito sull’autobus, perdendomi il tragitto fino a Takayama.

Prima di salire sul treno abbiamo comprato dei Bento economici al Family Mart vicino alla stazione, non hanno niente a che vedere con i bento super professionali delle due signore sedute qui di fianco.
Il Bento di una delle due si trova in una scatola di plastica a forma di scimmia rossa senza faccia, una figura tipica qui a takayama.
Probabilmente la conserverà e la userà per preparare il bento a suo figlio prima di mandarlo a scuola al mattino.
È strano ma queste due grasse signore mangiano il loro bentò con la cucchietta, una specie di cucchiaio incrociato con una forchetta tipico da campeggio, invece di usare le solite bacchette ed è la prima volta che lo vedo usare da un giapponese.

La rigogliosità di queste valli, gli alberi dagli alti fusti ed il verde intenso, mi ricordano l’Austria, con la differenza che qui le case sono più piccole, i giardini meno curati e pieni di oggetti di uso quotidiano sparsi ovunque, mentre gli austriaci di periferia avevano una incredibile propensione all’ordine.
I prati non sono bassi, folti e curati all’inglese ma più rudi e radi, tra i quali trovano spazio fiori spontanei ed erbacce lasciate crescere serenamente.
Anche questo magnifico fiume è stato sfruttato con una incredibile serie di chiuse che servono a produrre energia elettrica pulita e contenere le inondazioni.

Quando questa lunga gola scavata dal fiume in mezzo alle montagne sarà finita ed il treno prenderà un percorso cittadino potrò dormire un’altra ora, poi sullo Shinkansen verso Kyoto, forse riuscirò a vedere di sfuggita il monte Fuji.

Stasera a Tokyo si sta bene c’è meno caldo ed una discreta ventilazione, non si soffre troppo la solita afa estiva che in città ti toglie il fiato.
Il nostro nuovo albergo si trova a Ueno, un quartiere molto famoso ed affollato ed è proprio a cinque minuti a piedi dalla stazione.
Qui i negozi e le strade hanno un aria stanca, sono vecchi e molto spesso polverosi, i prezzi sono più bassi e ci sono fiumi di gente lungo le strade.

Ovunque mi giro vedo ristoranti, ad ogni piano dei palazzi, ad ogni angolo di strada, sui ponti, sotto i ponti nelle stazioni, ovunque, anche i karaoke sono molto frequenti e c’è un’incredibile frequenza di sale Pachinko.

Partendo dai ponti della stazione, si diramano delle stradine che sono un vero e proprio mercatino a cielo aperto, lo seguiamo e ci accorgiamo che è infinito.
C’è così tanto da vedere e da mangiare che entriamo in una crisi profonda e non sappiamo dove fermarci, abbiamo voglia di tutto ma non ci sta bene niente, così continuiamo a girare senza meta tra le strade affollate.
ramne semplice a Ueno
Scegliamo all’ultimo momento un ristoranti di ramen che sembra molto popolare, non ci sono stranieri ma solo giapponesi e ci servono un discreto ramen, per 2500yen, ceniamo in due, uscendo pienamente soddisfatti, anche se il ramen del ristorante ad Hamamatsucho per ora non lo batte nessuno.

Sono le 20 ed abbiamo già cenato, siamo un po’ stanchi e dobbiamo trovare dei sali da bagno per tornare in camera a fare l’offro prima di andare a letto.

Per strada ci sono centinaia di ragazze e ragazzi ammiccanti, sono procacciatori di affari per club a sfondo erotico dove poter bere tra ragazze vestite da marinarette o pagare 40€ per uno spettacolo privato di 40 min che sicuramente non si spinge oltre uno spogliarello ed un balletto sexy.

Non ci aspettavamo che Ueno potesse rivelarsi uno dei quartieri più belli ed interessanti di Tokyo.