La società

Lo stato giapponese

Il Giappone è una monarchia costituzionale ereditaria. Nella carta costituzionale entrata in vigore nel 1947, l'imperatore è il simbolo dell'unità nazionale ed esercita funzioni rappresentative.
La successione può avvenire seguendo la linea di sangue maschile all'interno della famiglia imperiale.
Se dovesse mancare un erede diretto, il nuovo imperatore verrebbe scelto tra le quattro famiglie di principi che hanno lo stesso rango della casata imperiale.

L'imperatore Akihito, salito al trono nel 1989, è ritenuto il centoventicinquesimo della sua discendenza.
Il potere esecutivo è affidato ad un gabinetto, comandato da un primo ministro.
Questo ministro è formalmente designato dall'imperatore ma viene in scelto dal partito di maggioranza.
Il primo ministro è responsabile dei del governo e del loro operato di fronte alla Dieta.
Il potere legislativo compete alla Dieta, organo bicamerale che si compone della Camera dei rappresentanti (Camera bassa) e della Camera dei consiglieri (Camera alta).

Nella camera bassa ci sono 500 membri, sono stati ridotti dai 511 iniziali con la riforma elettorale di gennaio 1994 e restano in carica per 4 anni.

I membri della camera alta sono invece 252 e restano in carica per sei anni. Ogni tre anni eletto il 50% dei membri in modo da garantire un ricambio costante della metà della camera.

Il potere spetta in maggior parte alla Camera bassa, che può porre il veto sulle decisioni prese dalla Camera alta e che detiene il controllo della legislazione fiscale e dei trattati.
Il sistema elettorale introdotto nel 1994 è di tipo rappresentativo ma parzialmente proporzionale. In entrambe le camere alcuni seggi vengono assegnati direttamente attraverso elezioni circoscrizionali (300 nella Camera alta e 152 in quella bassa).
I restanti seggi, 200 nella Camera alta e 100 in quella bassa, vengono attribuiti ai diversi partiti politici in base al risultato delle elezioni nazionali.

Il diritto di voto spetta a tutti i cittadini giapponesi che abbiano compiuto i venti anni di età.
Il sistema giudiziario giapponese è separato ed indipendente dal potere esecutivo. I giudici possono essere allontanati per ragioni di salute o se ricevono imputazioni.

L'ultimo grado di giudizio è la Corte suprema, istituita dalla costituzione, che si compone di un presidente nominato dall'imperatore con il parere del Consiglio dei ministri e di 14 giudici nominati dal gabinetto.
Costituisce il tribunale di ultimo appello in tutti i processi civili e penali ed esercita il potere di decisione in merito alla costituzionalità delle leggi e gli atti emanati dall'Assemblea legislativa e l'esecutivo.

La costituzione prevede altri tipi di tribunali:
  • le alte corti tribunali d'appello per i processi civili e penali condotti in primo grado da tribunali inferiori
    .
  • tribunali circoscrizionali esercitano una giurisdizione sia d'appello sia di primo grado.
  • tribunali di famiglia e inferiori hanno una giurisdizione esclusivamente di primo grado.

Tutte le forze di difesa dipendono dal governo centrale.
Il corpo di polizia nazionale, creato per volere delle autorità alleate di occupazione nel 1950, quando il Giappone riottenne la sovranità nazionale.
Questo ha costituito anche il nucleo delle forze di difesa della nazione, data la scelta pacifista proclamata nella costituzione.

Nei primi anni Novanta le forze di difesa giapponesi contavano circa 237.700 uomini, 149.900 nell'esercito, 43.100 nella marina ) e 44.700 nell'aeronautica militare.
Nel paese è presente anche una guardia costiera.